Finalmente Paul McCartney ha sciolto le riserve ed è sceso in campo con un accordo indimenticabile (e non parliamo di accordi musicali)! L’intero catalogo dei Beatles sarà in vendita su iTunes Store per un giro di affari che raggiunge i 400 milioni di dollari. Oltre ai problemi con la ex moglie Heather Mills, che lo ha ’spogliato’ di una bella fetta del suo patrimonio, l’ex Beatle dovrà vedersela ora con le etichette discografiche che detengono gran parte dei diritti sul repertorio dei baronetti di Liverpool. Come ricorderete la battaglia tra Beatles e Apple prima e quella di Beatles contro Emi poi hanno rallentato le trattative, ma oggi tutto è pronto perché le canzoni dei Fab Four possano essere scaricate dall’iTunes Store. Dall’accordo sembra che attingeranno un po’ tutti, compresa la Mills e i familiari di Lennon e Harrison. La manovra sembra anticipare il leggero “collasso” economico previsto dallo stesso McCartney per il divorzio dalla moglie, ma questa è anche la notizia che tanti fan dei Fab Four stavano aspettando. quindi non ci resta che rimanere sintonizzati. Anzi, iTunizzati! UPDATE: Sembra che la Apple Corp, la società che si occupa dell’immagine dei Beatles, abbia smentito quanto detto finora. Nessun accordo dunque in vista… almeno per il momento questo è quanto si legge sul sito di Billboard…
Il complessino è lì che veglia sulle sorti del Festival. Si va in onda a tarda ora, ma ne vale la pena. Elio colpisce nel segno e le Storie Tese suonano meglio di tutti (artisti in gara compresi). Sanremo perde mordente e il complessino risolleva le sorti dell’audience e della buona musica con ironia, sarcasmo e contributi “audiovisivi” che ricordano il cabaret. Uno studio ispirato agli anni ‘50, parrucche ed abiti a tema, strumenti alla mano e la brava e spigliata Lucilla Agosti fa da collante tra le bravate dei ragazzi e gli artisti che si susseguono sul palco del teatro dell’Opera del Casinò. Tante le chicche, prima fra tutte il duetto Zarrillo/Cesareo alle chitarre per un rock infuocato; un flash back dei trascorsi musicali di Zarrillo, quando suonava (bene) con i suoi Semiramis. Un assaggio della seconda serata lo trovate nell’audiovisivo che segue, mentre il brano - riveduto e corretto - dei Finley, potete ascoltarlo sempre su YouTube.
Fotografo per professione, geniale per hobby, Stephen Hobley ha sviluppato una forte passione per la tecnologia e l’innovazione riuscendo a concretizzare un progetto davvero interessante. Hobley ha infatti dapprima realizzato e poi perfezionato un’arpa laser di cui potete ammirare luci e suoni nel filmato che segue. Le note prodotte variano a seconda della posizione delle mani: basta interrompere il fascio di luce e modulare attraverso un semplice movimento oscillatorio verticale. Se volete conoscere la componentistica e le modalità costruttive che Hobley ha utilizzato per realizzare l’arpa, non vi resta che fare un salto sul sito del progetto. In verità già un grande artista della musica elettronica, Jean Michel Jarre, ha fatto largo uso di strumenti al laser. Un esempio è nel video tratto dal suo “The Concert in China”.
Che accade quando si suonano male i bonghi in uno dei parchi (pochi) di Milano, “uccidendo” l’Africa? Semplice: intervengono gli Elio e le Storie Tese con il loro nuovo singolo, “Parco Sempione“. Una canzone che anticipa l’uscita del nuovo disco, originale anch’esso e pronto per il prossimo 20 febbraio. Ma si può radere al suolo un bosco e fregarsene, mentre si decide di rompere le scatole ad uno che va’ fuori tempo e suona i bonghi a Parco Sempione? Nella novella compilation si mischiano, tra le note, le voci di Paola Cortellesi, Antonella Ruggiero, Giorgia e Irene Grandi, mentre il complessino torna in campo dopo Cicciput e conquista anche il palco del dopo-Festival di Sanremo. Il CD, originale e non masterizzato, sarà in edicola con La Repubblica e L’Espresso; in più potrà essere acquistato attraverso la consueta distribuzione digitale sul sito ufficiale. Pronto per voi Fave e per tutti coloro che sono curiosi di vederlo, anche il video del singolo. Dove? Ma qui! Mentre per avere un assaggio delle canzoni; a voi l’elenco delle tracce su Wikipedia
Nel mio lavoro di assistenza, ormai sporadico, mi è capitato spesso di installare nuove connessioni a banda larga a utenti alle prime armi, aiutandoli a configurare il computer e le sue applicazioni in vista del nuovo collegamento, e generalmente la domanda ricorrente che mi sento rivolgere è ‘Come faccio a scaricare musica?‘. Al di là delle implicazioni etiche e legali che stanno dietro alla domanda stessa e a un’eventuale risposta, cerco di fargli capire cosa è YouTube, come si usa e quali sono i vantaggi di questa meravigliosa piattaforma del Web 2.0.
Riflettiamo un attimo: a che ci serve scaricare dozzine (se non centinaia, in qualche caso migliaia) di brani audio se poi li ascoltiamo soprattutto sullo stesso PC, magari collegato a un impianto Hi-Fi casalingo, eventualmente addirittura trasmesso in streaming audio in tutta l’abitazione… quando esiste un jukebox virtuale, infallibile ed efficiente, come YouTube? La ragione del download di un brano musicale è il suo ascolto, e il sistema più veloce e intuitivo, ma soprattutto legale, per ascoltare un brano on-demand è proprio il portale video che saggiamente Google acquistò nell’ottobre del 2006.
Graffia ancora la sua voce, graffia come carta vetrata sulle assi di legno. E allora ci mettiamo in viaggio (Setting Forth) senza preoccupazioni, perché là, dove la città scompare, siamo solo noi; faccia a faccia con la natura selvaggia. E’ il viaggio musicale che Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, ha disegnato con la sua voce per il film Into The Wild, di Sean Penn. I colori delle terre selvagge sono scanditi da chitarre acustiche, elettriche, ma per l’occasione fanno la loro comparsa anche i mandolini, persino un Banjo. E’ un amore senza tetto (No Ceiling), Eddie non si nasconde e ripercorre il suo passato imbracciando un mandolino, e chi ci sente il buon vecchio Boss non sbaglia. Vedder lascia tutto (Pearl Jam compresi) e si porta dietro soltanto la sua ombra. Tutto resta alle spalle (Far Behind), le tasche vuote, la musica con lui. Con “Rise” Eddie si gioca “l’asso nella manica“. Un banjo, la sua voce, ancora Springsteen nel cuore e via verso una rinascita fatta di paure, di buchi neri e di ricordi. La paura della notte ci accarezza, la solitudine di “Long Nights” ci viene incontro raccontandoci quanto eravamo soli prima del viaggio; sei corde acustiche e una tastiera di sottofondo, leggera come una carezza. A “Tuolumne”, nella Sierra Nevada, arrivano sessanta secondi di poesia strumentale. Ma è il sole caldo, rovente di “Hard Sun” che riporta la luce della musica, unica musa ispiratrice. Un rock ispirato e spirituale allo stesso tempo, quasi una preghiera ruvida e vera, potente. Il grido contro la società si affaccia sulle note di “Society” una ballata che prende per il collo la nostra “razza folle“. Solenne l’avanzata del lupo, scandita dalle note di organi e tastiere. Ancora è la voce roca di Eddie Vedder che grida alla luna. E ancora triste e malinconica giunge “End of the road“. Chiude il viaggio “Guaranteed” una nenia, dolce e malinconica. Ormai si è immedesimato nella natura, nessuna differenza si può scorgere, un uomo che conosceva le regole del gioco, “puro nei pensieri e vivo dentro di se“. Una lunga pausa, una melodia che risuona e che porta al disio… Undici brani, brevi, ma con molta polpa dentro. Quel gusto un po’ amaro che solo un lavoro bello e volutamente incompiuto lascia sul palato e nell’anima.
Vino da abbinare: Questa volta ho scelto un vino che si abbina sia per il suo carattere forte ma anche per assonanza con il nome: sto parlando infatti del Selvaggio rosso 2001. Le terre di Sicilia danno vita a un rosso corposo e ricco di profumi. Si avvertono i sapori della viola, il mirtillo e le ciliege; in crescendo fino a percepire il garofano. Insomma un accostamento ideale per un’avventura ricca di significato e irta di pericoli.
Curiosità: il Packaging del CD è realizzato in un gradevole cartoncino, belle le foto, piccoli flash che riportano alla pellicola… Per i più esigenti è prevista anche una versione in vinile.
Era nell’aria e oggi il mercato americano ha dato i primi segnali: le vendite dei CD musicali nel 2007 sono scese vertiginosamente rispetto all’anno precedente segnando un calo del 9,5 per cento. A giudicare da quanto affermano gli analisti, il ribasso delle vendite va a braccetto con l’aumentare degli acquisti on-line. La musica digitale, dunque, regna incontrastata e compie un balzo in avanti del 45 per cento. Dai 588.2 milioni di singoli venduti nel 2006 attraverso il Web, si è passati a circa 844.2milioni di tracce audio digitali acquistate dai navigatori della Rete. Tra le concause che hanno contribuito in modo evidente, bisogna citare la vendita dei lettori digitali portatili (i così detti DAP, comunemente definiti ‘lettori MP3′). Oggi le nuove tecnologie consentono di fruire della propria musica soprattutto in movimento e i tanti negozi in Rete facilitano la scelta dei consumatori, sempre più indirizzati alla creazione di playlist personalizzate. Anche in Italia alcune svolte epocali segnano l’inizio del cambiamento ormai inarrestabile.
Quanto state per leggere non è un trucco pubblicitario ma una realtà: un chip applicato sotto la cassa controlla le meccaniche della chitarra e “magicamente” lo strumento si accorda da solo! Questa nuova diavoleria made by Gibson e denominata Gibson Robot Guitar è già disponibile sul sito ufficiale e nei negozi autorizzati. Il gioiellino futuristico, che potrebbe far storcere il naso ai puristi dell’orecchio assoluto, sarà venduto in edizione limitata fino a un massimo di dieci pezzi per negozio.
Dopo quattro anni di silenzio, i Radiohead tornano con un nuovo album (il settimo in studio), e ne approfittano per sperimentare una nuova modalità di distribuzione, che esclude totalmente i circuiti tradizionali (per la gioia delle case discografiche). “In Rainbows“, questo il titolo del nuovo lavoro, verrà infatti venduto esclusivamente via Internet. Sul sito www.inrainbows.com si può già preordinare, al costo di 40 sterline (qualcosa meno di 60 euro), il “discbox” comprendente due CD, un doppio vinile, il booklet con i testi dei brani, oltre a foto e altro materiale assortito. Questa però è solo metà della storia.